La Cultura Tecnica

In Stelbel ogni telaio nasce prima dal progetto che dall’officina: ricerca, CAD, simulazioni, prototipazione e miglioramento continuo guidano ogni scelta. Tradizione e innovazione convivono per trasformare materiali nobili in biciclette pensate.

testo di A. Cimò
foto di F. Vandone
Stelbel Tig welding

L’approccio Stelbel alla costruzione: disegno, ricerca, prove e scelte di metodo che precedono ogni telaio

C’è un momento, nella costruzione di un telaio, che precede di molto il gesto del saldatore e il rumore della lima. È il momento in cui ci si siede davanti a un foglio bianco, si schizza un’idea, si mette su carta un’intuizione, e si decide se un dettaglio debba essere fatto così invece che cosà. È un momento silenzioso, e per chi guarda l’officina dall’esterno è anche invisibile. Eppure è lì che si gioca la parte più importante del mestiere — quella che separa un buon telaio da un telaio davvero studiato. Stelbel lavora a partire da quel momento.

Stelbel production

L’artigianato come ricerca

C’è una versione romantica dell’artigianato — quella delle mani sapienti, del gesto tramandato, della tradizione che si ripete uguale a sé stessa — che ha fatto la fortuna narrativa di molti marchi. È una versione vera, in parte. Ma è una versione parziale, perché omette il fatto che ogni buon artigiano, in qualunque epoca, è stato anche un ricercatore. Le tecniche che oggi consideriamo tradizionali sono il risultato sedimentato di generazioni di prove, errori, correzioni.Stelbel collabora da sempre con ingegneri meccanici appassionati di ciclismo e progettisti capaci, in un dialogo continuo fra esperienza in officina e calcolo progettuale. Il disegno tecnico è sviluppato con software CAD professionali, le sollecitazioni sono verificate con simulazioni di fatica, ogni componente che esce dall’officina ha attraversato un percorso documentato.A questo si aggiunge una storia tecnica che ci appartiene da sempre: la saldatura TIG. Stelio Belletti è riconosciuto nella telaistica come il pioniere che per primo ha portato questa tecnica nella costruzione dei telai da corsa, in un’epoca in cui rappresentava una scelta tutt’altro che scontata.Oggi la saldatura TIG è lo standard moderno di eccellenza per l’unione dei metalli nobili, ma per noi non è arrivata come una novità da adottare: è il metodo con cui costruiamo da decenni, perfezionato lavoro dopo lavoro. È una tecnica che non chiede semplicemente mano ferma, ma controllo simultaneo delle innumerevoli variabili e impostazioni della macchina — corrente, gas, geometria del bagno, velocità di avanzamento — e in quel controllo si misura la differenza fra una saldatura accettabile e una saldatura di livello superiore.

Sette generazioni di scatola movimento

Un esempio vale per tutti. La scatola movimento centrale è uno dei punti più critici di un telaio: è dove convergono le forze della pedalata, è il fulcro su cui si scarica tutto il lavoro del ciclista. Studiarla bene significa influenzare direttamente il modo in cui la bicicletta risponde sotto sforzo.Stelbel ha introdotto la sua prima scatola movimento centrale sul finire del 2017, scegliendo lo standard T47 quando in Europa lo aveva fatto ancora pochissimi — tra i primissimi costruttori a crederci. Da allora la scatola è stata rivista, ricalcolata, ridisegnata sette volte. Sette generazioni, una dietro l’altra, ognuna nata da quello che la precedente aveva insegnato. Non perché la precedente fosse sbagliata, ma perché si poteva fare meglio. È questo l’atteggiamento che ci interessa raccontare più di ogni altro: l’idea che un componente non sia mai finito, ma sempre in conversazione con sé stesso.

La tecnologia al posto giusto

Lo stesso principio guida il nostro rapporto con le tecnologie nuove. La stampa 3D in metallo è oggi una possibilità concreta nel mondo della costruzione di telai, e c’è chi la propone come soluzione universale, persino per stampare un telaio intero. Il nostro approccio è diverso: ogni tecnologia va valutata sul singolo caso d’uso, e adottata dove porta un avanzamento tecnico misurabile — non dove serve a semplificare la costruzione o a rinnovare l’immagine.Per questa ragione, al momento, la stampa 3D in metallo entra nei nostri telai in un punto preciso: i forcellini posteriori di alcuni modelli da strada. Lavoriamo l’acciaio inossidabile con il Binder Jetting e il titanio con l’SLM, Selective Laser Melting. La ragione è puntuale: i forcellini sono il punto in cui la ruota posteriore scarica le proprie forze sul triangolo posteriore, e una struttura ottenuta per stampa permette geometrie e rigidità localizzate difficili da raggiungere con la lavorazione tradizionale. Lì la tecnologia porta un vantaggio reale, e quindi la usiamo. Se domani porterà vantaggi reali altrove, la useremo altrove. Il criterio è il risultato tecnico, non la tecnologia in sé.

Stelbel 3D dropouts

Quello che disegniamo

Una conseguenza di questo metodo è che gran parte di ciò che monta sui nostri telai nasce dentro casa. Il sistema stringisella e la sua viteria, le sedi dei cuscinetti dello sterzo, la scatola movimento centrale di cui abbiamo già detto, i forcellini lavorati a CNC e quelli ottenuti in stampa 3D: ogni dettaglio è frutto di un disegno specifico, pensato per il telaio su cui andrà montato. Il caso più ambizioso è la nostra forcella in carbonio — pochissimi artigiani al mondo possono vantare una propria forcella in carbonio progettata internamente, e abbiamo scelto di raccontarne la storia in un articolo dedicato. Ma anche le minuterie meno visibili nascono dallo stesso atteggiamento: quando troviamo sul mercato un componente che potrebbe essere fatto meglio per il nostro uso, lo ridisegnamo. Non per principio, e non per orgoglio: per coerenza con il telaio intero.

Passato e futuro nello stesso telaio

L’acciaio e il titanio restano i materiali che amiamo lavorare. Sono i materiali della scuola telaistica italiana, sono quelli su cui si è formato il sapere che continuiamo a coltivare, ed è su di essi che la nostra ricerca progettuale si concentra. Gli strumenti più recenti — il CAD, le simulazioni di fatica, la stampa 3D nei casi in cui serve — non li sostituiscono. Li servono. Aiutano a portarli più avanti. Un telaio Stelbel è la somma di centinaia di decisioni di questo tipo. Decisioni piccole, spesso invisibili a chi lo guarda da fuori — la sede di un cuscinetto, l’angolo di un forcellino, il modo in cui una scatola movimento gestisce la rigidità localmente. Sommate insieme, fanno la differenza fra una bicicletta ben costruita e una bicicletta pensata. È questa la distinzione che ci interessa, ed è il motivo per cui continuiamo, generazione dopo generazione, a non ritenere mai finito niente di quello che facciamo.

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